Campagna calimerese infestata? Notizie del Fantasma con la camicia.

casolare rurale - salento

Tra le tante curiosità che emergono dagli anfratti di Terra d’Otranto, già albergo di tanti miti e leggende, questa ha attratto la nostra curiosità di menti piacevolmente suggestionabili e amanti di fatti e fatterelli singolari. Sicché siamo andati a indagare sul fantasma dalla camicia bianca, che ogni tanto fa capolino tra i muretti a secco dell’ampia campagna tutta solcata da stradicciole sterrate tra Calimera e Borgagne.

Un testimone ci racconta che più di quindici anni fa frequentava quel posto assieme ad alcuni amici; ci andavano ad ammirare il cielo notturno, lontano dalle luci del paese e qualche volta a cercare tranquillo riparo per intrattenersi con illecite carezze.

Una sera – erano una bella comitiva – se ne stavano lì al buio seduti sul cofano delle auto ad ascoltare musica, a sorseggiare birre e a guardare il pianeta rosso, in quel periodo particolarmente vicino alla Terra. A un certo punto uno dei ragazzi attirò l’attenzione degli altri su un punto di là da un muretto a secco. Lo sguardo di tutti si posò su quello che senza dubbio era una figura luminescente che percorreva il muro in tutta la sua lunghezza fino a dissolversi nel buio. La visione si spense nel giro di pochi attimi, ma non c’era nessun dubbio, avevano incontrato il fantasma con la camicia.

Perché questo nome bizzarro?

Coniato dai locali, è dovuto al fatto che tutte le descrizioni (seppur confuse e a volte contraddittorie) dei vari testimoni parlano di una sorta camicia rischiarata da una luce più o meno tenue. Anche i nostri testimoni, interpellati, rispondono di aver visto una specie di camicia luminosa priva di altri connotati.

Luogo molto frequentato da chi porta il cane a fare una corsetta, da cacciatori e da passeggianti e corridori di ogni età, la campagna dove sono avvenuti gli avvistamenti è davvero vasta; ricopre un’area circondata da Parco La Mandra, il cimitero comunale di Calimera, il Museo di Storia Naturale e poi si estende verso Borgagne nella zona dei boschi.
storie e leggende salentine

Il nostro testimone però (che resterà anonimo per ovvi motivi) ci racconta che gli avvistamenti non interessano tutta la zona, bensì un punto preciso, quasi alle spalle del Museo di Storia Naturale. Da quella parte c’è un vecchio casolare rurale diroccato e molto suggestivo, circondato da un ampio campo aperto il quale è delimitato, com’è d’uso, da un muretto basso. È proprio lì che il fantasma con la camicia si è manifestato il più delle volte, o come un lampo luminoso, o come una scia che attraversa il muretto in tutta la sua lunghezza. Rare testimonianze di seconda mano raccontano persino di una sagoma apparsa per pochi attimi sull’uscio del casolare.

Fervida immaginazione? Bufale di buontemponi? Può darsi. Eppure le testimonianze sono svariate e gli amici della nostra “fonte” concordano su quella camicia rischiarata da una flebile luce e su un sentimento comune di inquietudine che, come ci racconta un altro testimone, accomuna bestie e cristiani che passeggiano in quel punto preciso; punto che infatti rimane il meno frequentato.

Fino a qualche tempo fa portavo il mio cane da questa parte della campagna – ci racconta l’altro testimone – perché nessuno si spinge fin qui e avevo la possibilità di sguinzagliarlo e starmene seduto al fresco del pomeriggio. Ma ho iniziato a notare che il cane era inquieto, non si allontanava mai da me, anzi spesso si avvicinava all’auto come per manifestare l’intenzione di andare via. Che fosse mattina, a pieno sole, o pomeriggio, con la luce più tenue, si spaventava a ogni scricchiolio dei rami, come avvertisse nell’aria qualcosa di raccapricciante. E mi trasmetteva quel sentimento di irrequietezza.

Poi un giorno, nel tardo pomeriggio, verso l’imbrunire, mentre ero seduto su un sasso col cane accanto, ho visto un bagliore in movimento dietro il muretto a secco. Mi sono avvicinato e non c’era nulla. Alla fine ho smesso di portarci il cane e ora corre tranquillo e beato per ore al Parco La Mandra, qui vicino.

Qui, in effetti, l’aria è diversa, il silenzio è incombente – Ci racconta ancora, mentre ci mostra l’esatta posizione in cui alcuni anni prima ha visto la luce.

Negli ultimi anni – aggiunge – la stradina che consentiva il passaggio alla zona col casolare è stata ostruita. Qualcuno ci ha posto delle grosse pietre per impedire il passaggio.

Siamo andati a controllare ed effettivamente è così. La stradina asfaltata non è più percorribile e per oltrepassarla a piedi bisogna scavalcare un cumulo di grosse pietre.


campagna salentina


Tutta suggestione? Può darsi. E noi, incantati da questi racconti, avvertiamo la stessa inquietudine condivisa da cane e padrone. Un silenzio che si fa macigno, a tratti spazzato dal vento. Ma né uccelli, né cicale, né anima viva, a parte noi.

Prima di chiudere di tornare ad affari meno inquietanti, davanti a un gelato della Rina (una vera apparizione luminosa e anche spaventosamente grande), abbiamo chiesto al primo testimone se, dopo quella sera, ci sia più tornato colà insieme agli amici… a guardare le stelle. La risposta è negativa.

Tutto sommato – ci dice – non era una presenza minacciosa, un po’ inquietante magari, ma non ostile. Però, con tutti i posti per bivaccare, che ci sono in giro, non ci sembrava il caso di persistere.


Un'ultima curiosità...

Riguardando le foto scattate, abbiamo notato un particolare che ci ha fatto venire i brividi. Magari non ha nulla a che spartire col fantasma in camicia, però vogliamo condividerlo lo stesso con voi.
La foto che abbiamo pubblicato sopra, con il muro che ostacola il passaggio, ha attirato la nostra attenzione, ma l'ingrandimento non era molto chiaro.

Guardando tra le immagini scartate ne abbiamo trovata una scattata da un'altra angolazione e un po' meno confusa. Lasciamo ai vostri sguardi le conclusioni, ma diradiamo la suggestione ricordando che chiunque se ne può andare in giro a piazzare oggetti tra le pietre di un campo...

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