Tsunami nel Salento? Recenti studi sulla costa lo confermano


Quando parliamo di terremoti in Italia, noi salentini ci sentiamo parecchio al sicuro. La nostra terra d’Otranto è universalmente nota come zona a bassissimo rischio sismico. Eppure quest’anno, sono ben due, le scosse originate nella penisola pugliese e rilevate non solo dai sismografi, ma anche dai nostri lampadari. Il 13 Gennaio con  epicentro a sud di Santa Maria di Leuca e il 24 Marzo al largo di Ostuni.


E uno tsunami nel salento? Sembra un’idea ridicola, vero? Eppure, impavidi salentini, da recenti studi sull'aspetto della costa adriatica salentina, pare proprio che ci sia stato.

Ecco la storia. La sera del 20 febbraio 1743, la Terra d'Otranto tremò tre volte. Con epicentro al largo della costa pugliese e magnitudo 7, il terremoto interessò la Puglia meridionale, l'Albania e alcune isole greche, ma fu avvertito fino alla pianura padana.
Tra i dieci terremoti più violenti che l’Italia ricordi, è registrato nelle cronache come “terremoto di Nardò”, perché fu proprio nel neretino che operò i danni maggiori, distruggendo quasi ogni edificio e uccidendo centinaia di persone (proprio in memoria dell’avvenimento, Nardò nel 2017 ha donato 1000 euro al comune di Norcia).
terremoto - 1743


La scossa seminò distruzione in tutta la puglia meridionale, mietendo molte vittime, danneggiando e abbattendo tantete costruzioni. Gli archivi menzionano tante ricostruzioni e restauri a chiese e palazzi signorili dopo quell’evento.

Lecce fu miracolosamente risparmiata dal disastro, cosa che contribuì ad acuire la devozione per sant’Oronzo, che si guadagnò anche la santa fama di protettore dai terremoti. Sulla parte inferiore della tela che lo raffigura in Santa Croce, un cartiglio riporta dei versi nell’idioma salentino:


1743 / FOI S. RONZU CI NI LEBERAU / DE LU GRA TERRAMOTU, CI FACIU / A BINTI DE FREBARU: TREMULAU / LA CETATE NU PIEZZU, E NO CADIU. / IDDU, IDDU DE CELU LA GUARDAU, / E NUDDU DE LA GENTE NDE PATIU. / E’ RANDE, SANTU! MA DE LI SANTUNI / FACE RAZIE, E MERACULI A MIGLIUNI

(1743/ Fu Sant’Oronzo a liberarci /dal gran terremoto / che avvenne il venti di febbraio / tremò la città eppure nemmeno una pietra cadde / Lui, Lui dal Cielo la guardò, / e nessuno ne patì. / è grande, Santo! Ma dei Santoni / compie grazie e miracoli a milioni)

Il maremoto provocò un’onda anomala che causò il distaccamento di molte parti della costa. Le conseguenze più evidenti, secondo il prof. Paolo Sansò, studioso del fenomeno, sono sotto gli occhi di tutti (a patto di saper cosa guardare) nella zona di Torre Sant’Emiliano, che sorge tra Otranto e Porto Badisco.

Cosa possiamo concludere? Se la storia ci aiuta a fare chiarezza, ci illumina sul significato reale di “basso rischio” sismico. Basso perché i terremoti nel sud della Puglia sono rari. Ma ciò non significa che non ci siano stati. Di rado, vero, ma devastanti e con la ciliegina dell’onda anomala.

Niente allarmismi ovviamente. Certo, un evento di quel genere oggi farebbe molti più danni, anche per l’affastellamento di opere umane e di gente sulle coste. Ma come ci insegnano sia la Storia, sia la cronaca più recente, i terremoti non si possono prevedere. Sarebbe necessario puntare sulle uniche misure preventive possibili, cioè l’edilizia antisismica.
terremoto 13 gennaio 2018




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